Propositi per l’anno nuovo

Proposito per l’anno nuovo:

Smettere di fare propositi ed iniziare ad agire

Ultimo amore

Oggi mi fa male l’anima.
E’ come se durante la notte avessi fatto un movimento sbagliato e mi si fosse scheggiata.
Cercherò un cerottino adatto.
Intanto nutro la mia tristezza, con questa canzone malinconica e magnifica.

Riflessione mattutina

Allora, c’è questo libriccino di Watzlawick, si intitola “Istruzioni per rendersi infelici” ed è meraviglioso.

In realtà non è che avessi proprio bisogno di un manuale…

E’ incredibile quanto io riesca a rovinarmi le giornate, mettendo in pratica una buona parte delle istruzioni di Watzlawick.

Il tutto senza sforzi.

Devo essere una straordinariamente dotata, perché lo facevo anche prima di leggere il libro.

La fissità

Conosco persone, un bel po’ a dire il vero, le quali non fanno che raccontare – e ricordare, dunque. E rimuginare, dunque – il loro passato.

Le sofferenze che hanno subito, i soprusi dei compagni di classe, la severità (o l’assenza) dei genitori.

Il tutto teso per lo più a giustificare difetti di carattere, egoismi, nevrosi.

Oppure, al contrario, persone che rimpiangono la loro giovinezza, ricordando solo il bello di quegli anni e dimenticando il dolore, le insicurezze, la malinconia.

Raccontano – e ricordano, dunque. E rimuginano, dunque – per potersi crogiolare nelle loro attuali – e spesso presunte – miserie.

Il minimo comune denominatore di entrambi i tipi è la fissità.

Si lamentano un mondo, senza muovere un dito per migliorare le loro esistenze.

Queste persone mi intristiscono da morire.

Le dicevano “don’t, it isn’t right!” Era Barbra Streisand!

A Barbra Streisand dicevano di lasciar perdere…
Non disperate, forse lo dicono anche a voi…non ci credete!

– Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.
Silenzio.
– Che sia troppo tardi, madame

Quei giorni…

Come a tutti, capita anche me di sentirmi giù, stupida, inutile e via blaterando.

A volte basta solo trovare qualcosa da fare, tenere le mani occupate per tenere occupato il cervello e mettere fine al vortice di pensieri negativi che lo invade..a volte basta.
Ma ho capito che alla lunga questo sistema non paga.
I dolori hanno bisogno di essere accolti, come le gioie.
Altrimenti rischi che si sentano trattati come sentimenti di serie B, si offendano e te la facciano pagare.
E vi assicuro che il conto è salato.
Ho quindi imparato ad ascoltarle, le mie paranoie, lasciare che mi parlino senza interrompere, senza accendere la TV o la radio, senza scacciarle.
Spesso le vomito su una pagina, perché scrivere può salvarti, o almeno sedarti.
Fa un male cane, qualche volta, ma poi si accomiatano, andandosene strisciando come sono arrivate.

Voci precedenti più vecchie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: