…e io che ci posso fare?

Questa sì che è una frase da dire se si vuole che la nostra vita vada dove diavolo vuole lei, e non dove vogliamo noi.

A volte mi raccontano chilometri di fatti orribili che, a detta dei narratori, in nessun modo sono stati da loro provocati…sono successi, sono capitati.

La mia domanda a quel punto non può che essere: ” E tu dov’eri?”

Dov’eri mentre la tua esistenza andava a rotoli?

Dove ti trovavi, che facevi mentre tutto andava storto?

Davvero non potevi fare niente, o forse preferivi farti scivolare addosso la vita?

Che la colpa è brutta da guardare in faccia.

Che la responsabilità si digerisce a stento.

Meglio potersi dire vittime che colpevoli…forse…

Lamentele

Siamo talmente occupati a lamentarci per quello che ci manca, che dimentichiamo di ringraziare per ciò che abbiamo.

Ferma restando la mia personale antipatia per i lamentosi cronici, capita a tutti di non riconoscere le proprie fortune, di focalizzarsi solo sui guai.

Basta ogni tanto fare mente locale.

Basta ogni tanto aprire gli occhi.

…non ha prezzo…

…vedere la propria bambina sul podio, dopo tanto lavoro ed impegno…non ha prezzo

L’amico

Non è vero che l’amico si vede nel momento del bisogno…l’amico si vede sempre.

Anzi, di più, si vede nel momento più felice.

Sanno tutti starti vicino quando piangi, è quando ridi che diventa difficile.

Riuscire a stare accanto ad una persona più felice di te, senza provare invidia, senza cercare di boicottare in qualche modo, anche inconscio, questa gioia scandalosa …questo sì che è sovrumano.

Se avete un amico così, che gioisce delle vostre gioie, tenetelo stretto.

Io ho un’amica così, non mi stancherò mai di ringraziarla!

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